Monti risponde a Foscolo
Abbiamo visto che Foscolo e Monti ruppero il loro rapporto di amicizia. Molti attribuirono i motivi della lite proprio alla traduzione dell'Iliade di Omero, che Monti completò e Foscolo invece abbozzò appena. Foscolo sarebbe stato quindi invidioso del Monti.
Ma di questo non possiamo essere certi.
Certo è invece che Foscolo criticò e derise Monti per aver tradotto l'Iliade senza conoscere il greco e attingendo da altre traduzioni. E dedicò a lui quel notissimo epigramma (che in realtà qualche studioso oggi non attribuisce più a Foscolo):
Questi è Vincenzo Monti cavaliero,
gran traduttor dei traduttor d’Omero.
gran traduttor dei traduttor d’Omero.
Ma Monti, abilissimo versificatore, rispose con un epigramma altrettanto ironico e se vogliamo ancor più cattivo. Ecco l'epigramma (quattro endecasillabi a rima alternata).
"Questi è il rosso di pel Foscolo detto
Sì falso che cangiò fino se stesso
Quando in Ugo cangiò ser Nicoletto;
Guarda la borsa se ti vien dappresso"
Sì falso che cangiò fino se stesso
Quando in Ugo cangiò ser Nicoletto;
Guarda la borsa se ti vien dappresso"
In pratica il Monti ironizzò sul colore rosso dei capelli di Foscolo. Ricordiamo a questo proposito il topos letterario che dipinge le persone di "pelo rosso" come strane e pericolose (emblematico il caso del Rosso Malpelo di Verga).
Inoltre Foscolo veniva accusato di essere falso, talmente falso che aveva cambiato persino il proprio nome! In effetti il reale nome di Foscolo era stato Niccolò. Il poeta iniziò a farsi chiamare Ugo solo nel 1795 (era nato nel 1778).
L'ultimo verso è poi la degna conclusione della quartina. Quando siete vicini a Foscolo, fate attenzione alla vostra borsa!

