mercoledì 25 aprile 2007

Tirteo, un altro poeta elegiaco imitatore di Omero

Tirteo è uno dei grandi lirici della Grecia arcaica. Originario di Mileto, si trasferì a Sparta, dove certamente operò nel VII secolo al tempo delle guerre messeniche.
La sua poesia è essenzialmente guerresca. Celebra il valore dei combattenti ed ha numerosi punti di contatto con l’epica di Omero.
Ecco il testo di una delle sue elegie, probabilmente la più nota. I temi sono omerici: il valore in guerra, il coraggio, l’onore e il disonore.

“Per un uomo valoroso è bello cadere morto
combattendo in prima fila per la patria;
abbandonare la propria città e i fertili campi
e vagare mendico è di tutte la sorte più misera,
con la madre errando e con il vecchio padre,
con i figli piccoli e la moglie.
Sarà odioso alla gente presso cui giunge,
cedendo al bisogno e alla detestata povertà:
disonora la stirpe, smentisce il florido aspetto;
disprezzo e sventura lo seguono.
Se, così, dell'uomo randagio non vi è cura,
né rispetto, neppure in futuro per la sua stirpe,
con coraggio per questa terra combattiamo, e per i figli
andiamo a morire, senza più risparmiare la vita”.
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Ed ecco come commenta questa elegia lo studioso Werner Jaeger.

“In questa elegia alla morte gloriosa sul campo di battaglia è contrapposta la miseria della vita raminga, quale è sorte inevitabile dell’uomo che in guerra non compì il suo dovere ed è quindi costretto ad abbandonare la patria. Egli va errando per il mondo con padre e madre, con la sua donna e i figlioletti. Per tutti coloro che accosta, egli, così povero e mendico è un estraneo, guardato con occhio ostile. Egli macchia la sua stirpe e disonorail suo nobile sembiante; lo attende la sorte del reietto, l’abiezione. Qui la logica inesorabile dei diritti dello Stato sugli averi e sul sangue dei suoi membri è raffigurata con incomparabile vigoria ed evidenza. La sorte crudele dei profughi in paese straniero è rappresentata altrettanto realisticamente quanto l’onore reso al prode in patria. Non fa differenza immaginarcelo sbandito, quando la situazione eccezionalmente grave dello Stato esigeva davvero temporaneamente pene siffatte contro chi fuggiva in faccia al nemico, oppure pensare all’esilio volontario di colui che vuole sfuggire al servizio delle armi e vive quindi da avventizio in un’altra città. L’abbinamento di altezza ideale e di forza brutale che caratterizza lo Stato in questi quadri, integrantisi reciprocamente, lo avvicina alla natura degli dèi, e così fu infatti sentito dai Greci. Anche il fondare la nuova virtù civile sul bene collettivo non è, per il pensiero greco, mero utilitarismo di natura materiale; questa comunità, la polis, poggia invece su un fondamento religioso. Di fronte all’areté dell’epos il nuovo ideale politico dell’areté è, appunto, anche espressione di un mutato atteggiamento religioso dell’uomo. Lo Stato diviene compendio di tutte le cose umane e divine”.

10 commenti:

salvatore.l ha detto...

lo stile di questo poeta è molto simile a quello di Omero ma non solo nel modo in cui scrive infatti nel piccolo brano che c'è si può capire che i temi principali sono quello dell' onore e della gloria infatti l' autore esalta molto il soldato chiamandolo uomo valoroso

Markolino ha detto...

dò perfettamente ragione a Salvatore, anche perchè Tirteo nel suo brano ha inserito molte similitudini con lo stile di Omero, sia in sintassi che in aggettivi attribuiti ai personaggi dei passi

andrew ha detto...

In questo brano di Tirteo si possono notare alcuni valori fondamentali dell'epoca come l'onore in guerra,il coraggio e la gloria.Questi valori,uguali a quelli di Omero,rendono il testo simile all'autore dell'Iliade e dell'Odissea.

rappresentante ha detto...

Davvero dei bei versi,rispecchiano la vera mentalità di quell'epoca.Non c'è onore per chi non muore in guerra salvando la patria.

Carlo M. ha detto...

Non lo stile, i valori che esprime.

Alessia ha detto...

Sono d'accordo con tutti. Tirteo ed Omero sono uniti dalla comune importanza che danno all'onore e alla gloria.

kiara&tania ha detto...

Gli scritti di questo autore rispecchiano il pensiero idealista del VIIsec. a.C.
Tirteo vuole mettere in evedinza i temi caratteristici greci.
Essi sono:l'onore verso la patria e la famiglia,il rispetto per quest'ultimi,la vittoria,la vita dedicata alla guerra.
A differenza di Omero, che esalta il valore individuale, Tirteo parla del valore dell’intera città che impone ai suoi cittadini obbedienza e sacrificio per il bene della patria.
Kiara&Tania
P.S. ci siamo impegnate...Prof mettici un +! =)

alberto m. ha detto...

Tirteo fu un grande poeta elegiaco della Grecia arcaica; il suo stile si avvicina a quello di Omero perchè riprende i suoi stessi temi. Anche
Chiara e Tania hanno ragione quando affermano che al contrario di Omero,Tirteo nelle sue elegie parla del valore collettivo dei sentimenti e incita l'amore per la patria.

lauretta ha detto...

Nel suo brano Tirteo evidenzia alcuni valori molto importanti di quell'epoca come: l'onore e la gloria. Valori che accomunano anche Omero.

Antonio Saccoccio ha detto...

In realtà, come qualcuno ha ben intuito, ci sono delle differenze tra i valori descritti da Omero e quelli di Tirteo.
Presto pubblicherò qualche altro brano per chiarirvi meglio le idee.