sabato 28 aprile 2007

Heinrich Schliemann (3)

Nel 1858 Schliemann è ricco, comincia a pensare di ritirarsi dagli affari per dedicarsi interamente alla realizzazione del suo vecchio sogno e cercare di ritrovare le civiltà scomparse cantate da Omero. Ci vorranno dieci anni ancora prima del grande salto dal mondo degli affari a quello dell’archeologia. Nel frattempo viaggia intorno al globo e, sulla nave che lo porta dal Giappone a San Francisco, scrive il suo primo libro, La Cina e il Giappone. Finalmente, nell’aprile del 1868, sbarca a Corfù e poi a Itaca per tentare di ritrovare i resti del palazzo di Ulisse.
Gli abitanti del luogo chiamavano Ida il luogo presunto dove sorgeva il palazzo. È lì che Schliemann apre le sue prime trincee, nel punto dove Ulisse aveva probabilmente costruito il suo famoso letto, sotto l’ulivo gigante. Invano. A una profondità di sessanta centimetri circa trova la roccia. Nonostante la delusione, una scoperta lo rincuora un po’: all’interno di un piccolo recinto funerario circolare scopre una ventina di vasi, che però si spezzano nel tentativo di strapparli a un’argilla molto compatta. Il colore è ben conservato e, sempre secondo Schliemann, il loro aspetto generale lascia pensare che si tratti di reperti più antichi di quelli rinvenuti a Cuma e conservati al museo di Napoli.
In questo piccolo cimitero, oltre ai vasi, Schliemann rinviene alcuni frammenti di una spada di ferro, la lama piegata di un coltello sacrificale, un idolo d’argilla che raffigura una dea nell’atto di suonare il doppio flauto, una zanna di cinghiale e un manico fatto di fili di bronzo intrecciati.
Ci preme ricordare la frase di Schliemann contenuta in un volume sulla storia delle scritture egee: “Avrei dato cinque anni della mia vita per trovare un’iscrizione ma, purtroppo, non vi era nulla di simile in quel recinto”.
Louis Godart, L'invenzione della scrittura. Dal Nilo alla Grecia

2 commenti:

RobertaS ha detto...

Dopo aver letto anche questa terza parte sulla vita di Shliemann devo proprio dire che quest' uomo ha avuto davvero grandi soddisfazioni nella vita, oltre che una grande passione per il mondo greco.
E a mio parere se vogliamo davvero ottenere qualcosa ci dobbiamo mettere passione e soprattutto impegno... proprio vome ha fatto Shliemann!

Antonio Saccoccio ha detto...

Cara Roberta,
è proprio per questo che vi sto scrivendo tutta la vita di Schliemann sul blog (e sono previsti altri 4-5 capitoli ancora!).
Oltre ad essere interessante sotto l'aspetto storico, letterario e artistico, è una vita affascinante dal punto di vista umano.

Siamo in fondo tutti come Schliemann. Ognuno di noi ha su questo mondo la propria missione da compiere.